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Lo “scandalo” della Traviata

N. 72- Novembre 2022

 

 

Lo “scandalo” della Traviata

Secondo i grandi Maestri di canto, per eseguire il ruolo di Violetta, nella Traviata, rispettando il pensiero verdiano, ci vorrebbero 3 tipi di Soprano; ciascuno con caratteristiche vocali particolari nei riguardi della tessitura, ma soprattutto con una trascinante recitazione. Nel primo atto, un soprano lirico -leggero d’agilità, nel secondo atto, nel momento nel quale avviene l’eroico sacrificio di abbandono dell’uomo amato, servirebbe un soprano lirico e la “presaga morte” dovrebbe essere affrontata da un soprano drammatico. Violetta è una donna che soffre e nega a se stessa l’amore per rispondere a regole ipocrite, tipiche di una società che tendeva a nascondere quello che oggi è considerato l’Aids, e nell’800 era la sifilide. Questo fu il motivo del clamoroso insuccesso alla prima veneziana del 6 marzo 1853, nel Teatro La Fenice. Per il libretto, Francesco Maria Piave attinse dal dramma in 5 atti, “La Signora delle camelie” di Alexandre Dumas (figlio). La fortuna di questa opera lirica venne raggiunta quando fu stesa la seconda versione del titolo, andato in scena sempre a Venezia al Teatro San Benedetto, il 6 maggio 1854.

Genevieve Vix interpreta Violetta

Cosa distingueva la prima dalla seconda versione? L’apoteosi fu dovuta – come disse Verdi – ad alcune modifiche che riguardavano trasporti di tonalità ed alcune puntature intese come la sostituzione qua e là di qualche nota, magari più acuta ma… tutto era rimasto uguale alla prima versione. Verdi comunque non comprendeva come, modifiche così marginali avessero potuto decretare, prima il fiasco e poi la gloria dell’opera. La maggior parte delle annotazione riportate sulla partitura dal Maestro, erano state pensate per il secondo atto. In esso sono racchiuse le parti o meglio le arie più significative dei ruoli di Violetta (Amami Alfredo) e di Giorgio Germont, il padre di Alfredo (Di Provenza il mare e Pura siccome un angelo). La Traviata approdò alla Scala solo nel 1859. Il cast qualitativamente scarso definì purtroppo ed ancora una volta il fallimento dell’argomento scabroso messo in scena. Traviata, tornò però a risplendere con i preludi dagli atti diretti da Arturo Toscanini. Il 28 maggio 1955 con la regia di Luchino Visconti e l’interpretazione di Maria Callas, il terzo titolo della trilogia popolare entrò di diritto nella storia.

Mirella Golinelli

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