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Life Magis insegna a non pesare sull’ambiente

N. 72- Novembre 2022

 

 

Life Magis insegna a non pesare sull’ambiente

C’è un made in Italy che unisce alla creatività del design e alla qualità delle materie prime un’accurata ricerca della sostenibilità. I prodotti in grado di vantare queste caratteristiche possono fregiarsi del logo “Made Green in Italy.”, che il Ministero della transizione ecologica ha affiancato al progetto europeo Life, tenendo conto della PEF, la “Product Environmental Footprint” cioè l’impronta carbonica che ogni prodotto ha, dalle materie prime che lo compongono fino all’ultimo passaggio dello smaltimento a fine vita.

Qualunque prodotto ha una propria “impronta carbonica”, che va attentamente misurata secondo criteri da costruire con l’esperienza e con l’analisi di milioni di dati.

Un prodotto agricolo di eccellenza, la cipolla di Medicina, è tra i protagonisti di questa ricerca, grazie all’impegno congiunto di ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed APO CONERPO, la principale organizzazione europea di produttori di ortofrutta fresca in Europa, con sede a Villanova di Castenaso (BO). Proprio a Villanova si sono riuniti i giornalisti agricoli iscritti ad ARGA Emilia Romagna, per avere più informazioni sull’interessante ricerca. L’iniziativa è stata sviluppata in collaborazione con l’associazione ambientalista Wigwam Italia, nell’ambito delle Giornata Europee del Patrimonio 2022, promosse dall’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa.

Il progetto LIFE MAGIS è di particolare rilevanza perché non esistono, al momento, PEF-CR (regole di categoria, estensione e integrazione necessaria per gli studi sulla PEF) per il prodotto ortofrutticolo fresco: un precedente progetto, LIFE PREFER (Distretto del pomodoro da industria) ha messo a punto le PEF per il pomodoro da industria, ma non esistono progetti pilota per la valutazione dell’impronta ambientale per gli altri ortofrutticoli freschi.

Davide Vernocchi, presidente di APO-CONERPO ed Alessandro Bosso, dell’Istituto Sant’Anna di Pisa

Tecnici e scienziati si sono messi al lavoro insieme per calcolare quanta energia e quanta acqua occorrono per un chilo di cipolla: dal seme all’uso dei trattori nella coltivazione; dalla retina del confezionamento al compost finale. Ne sono scaturiti decine di indicatori che evidenziano i punti di forza della filiera, ma anche quelli migliorabili. Si scopre così che 1kg di cipolla produce 0,5 kg di Co 2 equivalente: un valore abbastanza basso, che trae vantaggio anche dalla vicinanza del campo ai luoghi di lavorazione e che include tutto il fronte del packaging, della logistica e dei trasporti, dalla semina alla tavola.

Grazie a questi dati, Apo Conerpo intende procedere ad alcune modifiche procedurali nella filiera produttiva, incrementando l’impatto di buone pratiche agricole anche dal punto di vista della riduzione delle emissioni. Tra i primi suggerimenti green scaturiti dalla ricerca, l’uso di manichette per fertirrigazione, l’autoproduzione di energia elettrica da impianto fotovoltaico, la sostituzione dell’imballaggio in poli-propilene con materiale in bioplastica.

Ulteriore beneficio: grazie a questi studi l’Organizzazione di Produttori potrà comunicare ai consumatori il proprio impegno a ridurre l’impronta ambientale e ad essere sempre più sostenibili.

Lisa Bellocchi

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