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L’idrovora Marinella salva la piana del Magra

N. 66 - Maggio 2022

 

L’idrovora Marinella salva la piana del Magra

Conosciuta nel mondo per la sua bellezza, la Liguria deve fare i conti con una realtà territoriale di grande e spesso drammatica fragilità idrogeologica; per questo, è scelta, nella Giornata del Mare, come esempio dell’impegno dei Consorzi di bonifica a rafforzare un delicato equilibrio, indirizzato in tutta Italia a garantire la salvaguardia delle coste, assicurando, in particolare, la vivibilità di territori soggiacenti al livello marino.

Con una  complessa  operazione realizzata  con l’impiego di mezzi galleggianti, sommozzatori esperti, tecniche e personale specializzati, si è proceduto all’allestimento del tratto terminale di una condotta interrata, che permetterà di scaricare le acque di pioggia, raccolte sul territorio, a circa 400 metri dalla costa; sarà così migliorata la sicurezza idraulica della piana di Marinella, soggiacente al livello del mare in provincia di La Spezia, ma soprattutto si garantirà lo scarico idrico lontano dalla costa, evitando interferenze con la balneazione, mettendo al riparo le spiagge e gli stabilimenti balneari da eventuali emergenze durante il periodo estivo. Grande attenzione è dedicata anche all’inserimento nel contesto marino, per cui la condotta è posizionata in un apposito scavo sul fondo, poi ricoperto di sabbia, in modo che siano visibili in immersione solo i 10 torrini di scarico delle acque.

“E’ questa un’ulteriore dimostrazione della nuova cultura idraulica, che permea l’azione dei Consorzi di bonifica – sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – Non più la semplice azione di allontanamento delle acque meteoriche dal territorio, ma un’attività che, nel rispetto degli obiettivi di sicurezza idrogeologica,  va ad inserirsi in un contesto di compatibilità ambientali, che chiamiamo manutenzione gentile.”

“Con la recente posa dell’ultimo tratto di tubo sottomarino è in dirittura d’arrivo l’ammodernamento dell’idrovora  La Turbina, la cui capacità di smaltimento idrico passerà da 2 a 8 metri cubi al secondo” informa Francesca Tonelli, Presidente del Consorzio di bonifica Canale Lunense, attuatore dello spettacolare intervento di restyling,  realizzato in collaborazione con i Comuni di Sarzana, Luni ed Ameglia, grazie ad un finanziamento di oltre due milioni e mezzo di euro stanziati dalla Regione Liguria.

“E’ in fase avanzata anche la riqualificazione dell’edificio esistente, che accoglierà la strumentazione di controllo del nuovo impianto, tra cui i sistemi di telecontrollo” aggiunge il Direttore dell’ente consortile, Corrado Cozzani.

“Si tratta di un’opera molto importante, che va ad inserirsi nel più ampio piano di interventi per la riduzione del rischio nella piana del Magra – dichiara Giacomo Giampedrone, Assessore a Protezione Civile e Difesa del Suolo di Regione Liguria – Un intervento strutturale, che non guarda soltanto a migliorare la risposta del territorio alla singola emergenza, ma ad aumentarne la resilienza nel lungo periodo.”

“E’ un rapporto indissolubile, quello tra i Consorzi di bonifica ed il mare, essendo la destinazione finale dell’azione di scolo delle acque, fondamentale in un Paese come l’Italia, dove il 30% dei territori di pianura è subsidente – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – A garantirne la vivibilità operano oltre 800 idrovore, ma grande è anche l’impegno a contrastare fenomeni, conseguenza dei cambiamenti climatici, quali la crescente intrusione del cuneo salino e l’innalzamento del livello del mare, che pregiudicano l’assetto idraulico delle zone costiere. Dopo avere bonificato e resi fertili vasti territori del Paese, i Consorzi sono oggi impegnati a difenderli dagli eventi naturali in un momento storico, dove l’autosufficienza alimentare è tornata un tema centrale per il nostro futuro.”

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