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L’antica Compagnia dei Lombardi nata per accogliere

N. 70- Settembre 2022

 

 

L’antica Compagnia dei Lombardi nata per accogliere

La storia di un luogo è sempre un continuum e se le tracce visibili di ieri sono evidenti nei musei, quelle invisibili sono marchiate nella stessa identità della città, nel carattere dei suoi abitanti, nei modi di essere e di saper essere, nei rapporti sociali, eccetera.

Bologna nei secoli ha costruito l’immagine di una città aperta, accogliente e tollerante così come la conosciamo oggi. Nei secoli le porte della città sono state aperte a molti profughi scappati da paesi in guerra che qui hanno trovato protezione ed accoglienza e si sono inseriti dignitosamente nella vita della città. Tracce di queste pagine della storia si trovano, per fortuna, tutt’ora, in quelle poche realtà che sono vive, ma che purtroppo sono poco conosciute.
Una visita turistica, organizzata dall’Associazione “Succede solo a Bologna”, nella sede della Compagnia dei Lombardi è stata occasione per scoprire una simile realtà sopravvissuta ai secoli.

L’introduzione della guida dell’associazione e l’intervento-racconto di Matteo Giovanardi, appartenente alla Compagnia dei Lombardi, ha stimolato la curiosità mia e di tutti presenti e mi ha spinto ad andare a documentarmi per conoscere più a fondo questa realtà.

Intrecci di storia

L’Antichissima e Nobilissima Compagnia Militare dei Lombardi (a.d. 1170) sorse quando numerosi profughi lombardi si rifugiarono a Bologna a causa delle patrie rovine belliche” è scritto nella pagina del sito ufficiale della Compagnia ( https://www.compagniadeilombardi.it/ )

E’ considerata la più antica tra le istituzioni cittadine (forse una delle più antiche al mondo), fa parte della Consulta tra Antiche Istituzioni Bolognesi, ed è una realtà di natura pacifica oggi, anche se in origine era militare.

La storia di questa antichissima compagnia si perde nella nebbia dei tempi lontani… quando Federico l, detto il Barbarossa, imperversa nelle terre del nord,provoca sradicamento dei cittadini dalle proprie terree genera una migrazione interna al paese. 
In questa situazione di disperazione e insicurezza, un gruppo di famiglie di origine longobarda (da Liguria a Lombardia) decidono di fuggire e partire verso altre città in cerca di un posto sicuro.

A Bologna vengono accolti da padri benedettini, che offrono ospitalità ed alloggio, aiutano le vedove, curano i malati e trovano fondi di sostentamento per le famiglie più in difficoltà, fino a quando viene costituito la Compagnia. Questa istituzione nasce sul principio di solidarietà tra bolognesi e cittadini provenienti dalla Lombardia, come anche la Compagnia dei Toschi che raccoglieva le famiglie toscane.

La realtà, in origine, ha carattere militare, creata da un nucleo di famiglie longobarde per poter servire da pronto- mutuo soccorso alle persone nelle stesse condizioni loro di fuggiaschi, di profughi. La fase militare della compagnia muta nel tempo, ma continua a conservare la sua indole di mutuo soccorso tra persone assolutamente lombarde, longobarde, anche se con passare degli anni e secoli ormai sono naturalizzate bolognesi.

In una storia così lunga, ovviamente ci sono stati momenti da evidenziare per la Compagnia dei Lombardi. E’ il momento della chiusura della sede dai benedettini e l’apertura della stessa nella Basilica di Santo Stefano dov’è tutt’ora, mai modificata, mai chiusa; oppure l’elezione del cardinal Lambertini come massaro, la massima carica della compagnia (nel 1745) che portò ad una ripresa della Compagnia.
Ma c’è un evento che porta grande valore alla Compagnia ed è rappresentato dalle chiavi della città di Imola, donate per il grande impegno dimostrato nel 1222, quando i bolognesi concorsero a far la guerra contro gli Imolesi.

La storia continua

“La compagnia ha questa storia antichissima che noi cerchiamo di tramandare e conservare “-  dice nel suo intervento Mattero Giovanardi “e anche questa visita contribuisce alla conoscenza.

La visita nella sede della Compagnia dei Lombardi oltre alla storia interessantissima, è stata anche un avvicinarsi all’arte. La sala quadrata è piccola ma è anche grande, è sobria ma è anche ricca, con opere d’arte tra le quali le tavole di Simone dei Crocifissi e di Giovanni da Modena, massimo esempio del tardo gotico bolognese; un quadro di Tomaso Garelli, della seconda metà del 400; un grande dipinto dei santi protettori della Compagnia stessa: S.Nicola, S.Pietro, S.Michele Arcangelo, S.Petronio…

Per la Compagnia dei Lombardi molto è stato detto e scritto ma una visita alla loro sede potrebbe avvicinare alla storia secolare di questa istituzione e alla storia antica ed orgogliosa della città di Bologna, sempre accogliente ed includente.

Albana Temali

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