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La telecamera racconta la “Via degli dei”

N. 91- Luglio-Agosto 2024

 

 

 

La telecamera racconta la “Via degli dei”

Sono circa 50 i cammini strutturati in Italia. Tutti belli, anzi bellissimi. Non tutti i cammini, però, hanno la fama della Via degli Dei, tra i più frequentati dai camminatori, e soprattutto non hanno un proprio documentario di riferimento. Un documentario realizzato da una squadra di oltre 10 professionisti riminesi che racconta, o meglio racconterà, di emozioni, di persone e di paesaggi mozzafiato. Racconterà, perché le riprese de “La strada che incanta. Storia della scoperta della Via degli Dei”, questo il titolo, sono da poco iniziate a Bologna, dopo oltre un anno di preparazione. Gli autori Diego Zicchetti e Serena Saporito, rispettivamente anche regista e aiuto regista, hanno raccolto testimonianze e sono andati a fondo delle storie dei protagonisti principali, recandosi assieme a loro sui luoghi, cercando materiale d’archivio, ricostruendo la storia, incrociando fonti orali, storiografiche, letterarie, archeologiche. Protagonista assoluta di questo documentario, che avrà una durata di 60 minuti, è dunque la Via degli Dei, uno dei cammini più noti, apprezzati e frequentati del Bel Paese e d’Europa. La via che unisce Bologna, la dotta, e Firenze, la culla del Rinascimento, attraverso 6 giorni di cammino e 130 chilometri lungo l’Appennino tra Emilia-Romagna e Toscana.

La storia e i protagonisti

Il documentario, prodotto da Iniziative Editoriali Srl – Gruppo Icaro, vuole raccontare la vicenda di un gruppo di amici, capitanati da Domenico Manaresi, ex docente universitario di Bologna prematuramente scomparso negli anni 2000, che negli anni ’90 andava in giro per osterie e ripuliva sentieri riuniti nel gruppo “Dû pâs e ‘na gran magnè”. E poi la storia di Sergio Gardini di Castel San Pietro, tra i protagonisti del documentario assieme alla compagna Marinella Frascari, per tanti anni accompagnatori volontari del CAI.

Tutti loro, per il bene comune del loro territorio, l’Appennino, il gusto della scoperta e dello stare assieme, cambiarono la storia di quella che era già conosciuta dagli abitanti come la Via degli Dei, ma di cui poco o nulla si sapeva. Una storia che si incrocia con quella di due archeologi per passione, oggi scomparsi, che hanno dedicato la vita alla ricerca delle tracce dell’antica Flaminia Militare, riportando alla luce antichi basolati romani in alcune parti del tracciato: Cesare Agostini e Franco Santi di Castel dell’Alpi. L’originalità del lavoro è raccontare la nascita stessa di questo percorso, oggi tra i più frequentati dai giovani, alcuni dei quali accompagneranno le riprese del documentario con il loro naturale procedere lungo la Via, e riflettere sul tema del cammino come sfida, non personale ma collettiva.

In cammino sotto il Portico di san Luca, a Bologna

Non un cammino qualunque, ma uno dei più famosi cammini italiani nel mondo, fenomeno culturale e sociale dietro al quale c’è la storia di tante persone che hanno contribuito alla creazione di quella che oggi è un’opportunità per molti. Poi c’è il tema dell’incanto della natura, affrontato da registi e scrittori, come Pupi Avati, con il suo film ambientato proprio su questo cammino, “Una gita scolastica” del 1983, e Wu Ming 2, autore del libro cult “Il sentiero degli dei” (Ediciclo editore 2010), entrambi intervistati nel documentario.

Ad accompagnare il racconto le musiche originali di Massimiliano Rocchetta, compositore e docente ordinario di cattedra di pianoforte jazz al Conservatorio G. Rossini di Pesaro.

Le parole degli autori-registi

Raccontano Diego Zicchetti e Serena Saporito: «La narrazione del racconto avviene su un doppio piano e un doppio viaggio, nello spazio e nel tempo. Nel passato, a ricostruire come è nata pezzo a pezzo questa impresa collettiva; nel presente, attraverso il viaggio, ricostruito per suggestioni, di un ragazzo e una ragazza, che incarnano lo spirito di questo cammino come oggi viene spesso affrontato: si parte da soli, ci si incontra sulla via e, allo stesso tempo, si compie un percorso interiore, rispetto alle proprie motivazioni e ai propri obiettivi di vita. Poi c’è l’altro protagonista della storia: il paesaggio, che risalterà grazie anche a un attento e ricercato utilizzo di droni e immagini panoramiche».

Diego Zicchetti, coautore e regista del documentario. Alcune delle sue produzioni hanno recentemente ottenuto riconoscimenti internazionali. Tra queste: “The Peacerunner” (2021) ha vinto ben 5 premi: Best documentary Film 2021, Cannes Indies Cinema Awards 2021, Vegas shorts 2021, California Indies 2021, Multidimension Festival 2021.

Serena Saporito, coautrice, da pochi anni si è affacciata sulla scena autoriale emiliano-romagnola. Già tra gli autori del documentario “Lo spazio che vive”, accanto al regista Teo De Luigi, finalista all’Helsinki Documentary Film Festival e vincitore del SIFF – Switzerland International Film Festival (2022). In questa occasione l’autrice avrà anche il ruolo di aiuto regista.

Tempi e modi (per vederlo)

Dopo una fase di pre produzione iniziata ad agosto, a inizio ottobre è partita la produzione del documentario, che si concluderà a fine novembre, tra Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia. La fine della post produzione è prevista per febbraio 2024, per essere in distribuzione dalla primavera. Sono già stati stretti accordi con i circuiti delle sale cinematografiche ACEC Emilia-Romagna e ACEC Toscana. Inoltre, il documentario sarà presentato: in anteprima presso ExtraBO, il punto di riferimento per la natura e l’outdoor nel cuore di Bologna, partenza ufficiale della Via degli Dei; alla Cineteca di Bologna all’interno de “Le vie dei monti”, rassegna di cinema e cultura di montagna, organizzata in collaborazione con Trento Film Festival (maggio/giugno); a Milano all’interno di “Fa’ la cosa giusta” (marzo 2024), la più grande fiera italiana sul turismo responsabile. Proiezioni anche sui territori attraversati dalla Via degli Dei: Casalecchio di Reno, Sasso Marconi, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Firenzuola, Barberino di Mugello, Scarperia e San Piero, Vaglia, Fiesole, Firenze. Il documentario sarà sottotitolato in lingua inglese per partecipare anche a festival internazionali.

Per rimanere sempre aggiornati sullo stato dell’arte della produzione del documentario e vedere contenuti originali, backstage, interviste, trailer, teaser e altro ancora: www.lastradacheincanta.it, instagram lastradacheincanta.

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