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La nuova arte delle città: i murales

N. 72- Novembre 2022

 

 

La nuova arte delle città: i murales

Le nostre città si vanno sempre più popolando di murales. Ultimamente si sono anche moltiplicati i fenomeni di “street poster art”, i poster artistici – ovviamente di carta – affissi ai muri. La Treccani si affretta a spiegarci che forse la street poster art è più tollerata perché non permanente come le vernici usate per i murales. Bologna non fa eccezione. Anzi, potrebbe risultare, ad un eventuale censimento, una delle città più interessata a questi fenomeni. Nel bene e nel male.

Vagabondando soprattutto per le periferie bolognesi, si possono infatti incontrare vere e proprie opere d’arte, assieme – ahinoi – a bruttezze immonde. Il bello contagia, ma anche lo scarabocchio murale insensato innesca, a quanto pare, riflessi condizionati. Al bisogno di realizzare e condividere bellezza, s’accompagnano sfoghi psicanalitici. Evidentemente notturni. Il tutto oggi è probabilmente vissuto con distrazione, la gente circola per mille altri motivi che gli ingombrano la testa e il tempo, e non nota, se non raramente, cosa appare sui muri. Un modo possibile per incrementare il bello a detrimento dell’immondizia graffitara potrebbe essere quello di condividere una sorta di concorso permanente. Votiamo in tutte le città – non solo a Bologna – i murales più belli.

Creiamo una piattaforma sulla quale condividere gli scatti di queste opere e invitiamo, in un certo lasso di tempo, a votarle. Ovviamente con lo strumento del “like”. Si potrebbe innescare una sorta di classifica cittadina e poi regionale che potrebbe anche muovere curiosi e turisti, oltre a immancabili “umarells”.

Bologna custodisce alcune vere e proprie opere d’arte. E non solo Bologna, basti pensare agli splendidi murales di Dozza o di san Giovanni in Persiceto.

C’è già stato chi ha cercato di ricavarci una mostra. Sulla A1 emiliana tutti i viaggiatori oramai conoscono l’affresco del partigiano reggiano o il putto stile eros sul casale semidistrutto tra Reggio e Modena.

Queste opere vanno lasciate e vissute dove sono, non museificate. Alcune hanno intenti meramente artistici. Altre hanno scopi civili, moraleggianti. Alcune vie – basti pensare a via del Lavoro, a Bologna, in un quartiere popolare di grandi casamenti – si stanno caratterizzando (e migliorando) proprio grazie a splendidi murales. Meritano uno sguardo e uno scatto.

La proposta di cui sopra – “vota il murales più bello” – è stata tempo fa lanciata a qualche autorevole giornalista, per ora senza effetto. Chissà che, insistendo, non si ottenga qualcosa. Potremmo in molti scoprire bellezze distrattamente ignorate, in luoghi altrimenti esposti al degrado e all’incuria. O semplicemente dimenticati.

Gianni Varani

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