La musica degli angeli con gli strumenti impossibili
In preparazione al Natale, per parlare di musica angelica e di strumenti musicali, l’ispirazione scaturisce dalla pittura.
Il legame tra gli Angeli e l’Uomo avviene proprio attraverso la musica angelica; quella eseguita con strumenti di foggia non comune. Già dal 1200 si hanno notizie al riguardo su alcune rappresentazioni a carattere sacro, nelle quali veniva eseguita una musica angelica. L’arpa e gli strumenti cordofoni di cui si trovano riferimenti nei testi Sacri, sono sempre stati considerati intrisi del potere di far innalzare allo stato divino l’animo umano.
Negli anni tra il 1426 e il 1432, Jan Van Eych, dipinge il monumentale polittico di Gand, probabilmente con l’aiuto, di un altro Van Eych, Hubert. Dopo aver subito varie vicissitudini, il polittico, negli anni tra il 2016 ed il 2020, ritrova la sua collocazione nella cattedrale di San Bavone in Belgio.
Jan Van Eyck – come farà dal 1472 al 1480 Melozzo da Forlì – inserisce le figure angeliche nei suoi dipinti. L’indubbia bellezza di quei volti lascia attoniti. I suoi 9 angeli musicanti sono dispersi tra Musei e Vaticano. Ad anticiparli, nella rappresentazione pittorica, fu Taddeo di Bartolo, i cui esempi di figure angeliche musicanti sono visibili sin dal 1408 nella Cappellina del Palazzo Pubblico a Siena, dove – per la prima volta al mondo- viene rappresentato un angelo che suona una viola a chiavi.
Lo strumento, probabilmente di origine svedese (nickelharpa), è imparentato con la viella e la ghironda. I 32 angeli spiccano dalle volte nell’atto di suonare uno o più strumenti musicali, di forma e dimensioni completamente diverse tra di loro.

La maggior attenzione va a Gaudenzio Ferrari (1475-1546) pittore, architetto e scultore. Fu discepolo di Leonardo, il quale gli affidò – affinché potesse imprimere i suoi capolavori – la decorazione della Cappella del Sacro Monte di Varallo, nel 1504. Ferrari gettò le basi della seconda scuola pittorica milanese, per le sue importantissime collaborazioni. Lo stesso Raffaello lo affiancò nell’affrescare le Sale Borgia, volute da Papa Alessandro VI per i componenti della sua famiglia.
Ferrari fu pure alla Farnesina per la storia di Psiche.
Questo illustre pittore trattò specialmente soggetti sacri. Celebre fu il suo Martirio di Santa Caterina ed ineguagliabile il Concerto del Angeli, datato 1535 e visibile nella cupola della Beata Vergine dei Miracoli, a Saronno -Varese. I particolari più eccezionali di questo capolavoro sono gli strumenti musicali di foggia antica e unica, raffigurati in numero di 50, suonati da cori celesti. Gli Angeli che suonano gli strumenti sono di gerarchia inferiore. Gabriele, messaggero, e Michele, soldato, suonano. Il canto è il legame più profondo che si instaura tra gli Arcangeli come Raffaele e il Signore; è il mezzo per ringraziarlo ed con esso la supplica giunge prima della parola parlata.

In questo maestoso affresco del Ferrari, gli strumenti (che pure sarebbero a corde o cordofoni) non hanno le corde, a lasciar intendere, che raggiunto un particolare stadio di conoscenza, ogni cosa diventa spirituale.
L’Angelo Principe e protettore della musica è Sandalphon, il quale sostituì Lucifero nella direzione dei cori angelici. Secondo alcune teorie psichiste e teosofiche, Sandalphon rappresenta la potenza rigeneratrice della Terra; il paladino che deve combattere e liberare gli umani terrestri dalla loro natura corrotta e corruttibile. Egli presiede il Governo della Terra e domina su creature immateriali, dette Elementali: gli Gnomi per la Terra, le Silfidi per l’Aria, le Salamandre per il Fuoco e le Ondine per l’Acqua. L’Angelo Principato Hahasiah, protegge i nati dal 3 al 7 dicembre e se invocato come Angelo della Medicina, protegge anche le corde vocali. Al di sopra dell’Angelo Principe Sandalphon vi è solo il Principe dei Principi, Metatron.
Il primo Ordine è composto dai Serafini e dai Cherubini che sono protetti da Hahasiah e cantano.
https://www.youtube.com/live/iXkXit4iwkM?si=bH41fgwFJfKWCC2K
Nel secondo Ordine si aggregano gli Angeli Troni che formano il Trono di Dio, fatto di fuoco e fiamme e loro sono l’intelligenza divina. La musica angelica, rappresentata in questi capolavori dalla mano umana, evidenzia il legame tra il mondo terreno e quello divino. Uno spazio dove albergano solo il rispetto e la consapevolezza del proprio ruolo che è e diviene indispensabile, affinché ogni cosa nel “Creato” sia perfetta.
Il canto rappresenta la supremazia della voce sulla parola parlata. Gli strumenti, di fattezze completamente diverse da quelle che siamo abituati a vedere, donano una musica celestiale. Nelle culture religiose come quella cristiana ed ebraica, la particolarità di questi suoni creerebbe un rapporto unico con il proprio Angelo Custode.
Il rapporto è con tutto l’Universo stesso; proprio come lo hanno definito Sant’Agostino e lo storico scozzese Thomas Carlyle: “L’universo non deriva da una divinità imperfetta… e sarebbe inconcepibile senza una coscienza creatrice”. Purtroppo, nessuno è in grado di ricostruire, – se non sommariamente – questi angelici strumenti musicali.
Per saperne di più sui cori angelici, in un’ottica esoterica (il cui argomento non è affatto semplice), molto si può leggere nella collana “I nuovi misteri”, edita da Mondadori “Oscar”.
Mirella Golinelli
