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La foresta allagata di Punte Alberete

N. 69- Agosto 2022

 

 

La foresta allagata di Punte Alberete

Ci si potrebbe aspettare di veder emergere dalle acque un alligatore. In effetti alcuni tronchi appena sommersi ne ricordano la sagoma, ma non siamo nelle paludi della Louisiana, bensì a Punte Alberete a lato della via Romea che va verso Venezia, a dieci chilometri da Ravenna, un’oasi di boschi sommersi di 190 ettari, uno dei pochi rimasti in Italia e in Europa.

Qui, i rettili non sono alligatori, ma testuggini palustri e ramarri. È una zona umida di importanza internazionale, con acqua dolce che una volta serviva per gli usi industriali e civili della città di Ravenna, sopravvissuta alle bonifiche dell’Ottocento e Novecento. È possibile visitarla attraverso un percorso ad anello che parte da un parcheggio sulla sinistra della via Romea in direzione nord a circa 2 km della deviazione per la località Marina Romea, di fronte al Parco 2 Giugno.

Un sentiero rialzato in mezzo alla palude, con piccoli ponti in legno per superare canali più profondi, consente di inoltrarsi tra prati allagati e boschi sommersi. Il luogo ha una sua selvaggia magia, dove il colore dominante è il verde smeraldo dell’erba sotto l’acqua ricamata dalle ombre delle chiome degli alberi che si riflettono negli specchi palustri. Il posto richiama paesaggi di tempi andati, quando i fiumi non controllati dilagavano per prati e boschi. Non a caso l’oasi si trova ai bordi del fiume Lamone, che, prima di essere arginato, allagava questi luoghi avviandosi lentamente verso il mare.

La pianta dominante è la cannuccia di palude tra il cui intrigo non è difficile percepire rumori e movimenti che possono all’improvviso svelare il volo di anatre o di altri uccelli meno comuni. Qui, infatti, nidificano volatili come la moretta tabaccata, l’airone rosso, l’ibis mignattaio, la sgarza ciuffetto, la nitticora, tarabusi e tarabusini. Questo è anche l’unico sito in Italia di nidificazione del Marangone minore e il luogo di nidificazione del 50 per cento dei cormorani presenti sul territorio nazionale. Al riparo di appositi punti di osservazione è possibile osservare gli uccelli nel loro habitat naturale, pescare, spiccare il volo o planare sulla superficie dell’acqua. In primavera è possibile vedere le femmine in cova nei nidi sugli alberi, con i maschi appollaiati affianco alle loro compagne.

Come tutte le zone umide la visita nel periodo caldo può essere infastidita dalla presenza delle zanzare, per cui è consigliabile scegliere la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando questi fastidiosi insetti sono rari. In altri periodi è opportuno munirsi di adeguati repellenti per difendersi dalle punture.

Giuseppe Di Paolo

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