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La dottoressa delle bici

N. 70- Settembre 2022

 

 

La dottoressa delle bici

Fino a qualche anno fa sembra ci fossero solo cinque donne in Italia a fare da meccaniche delle biciclette. Ora non abbiamo dati aggiornati al 2022, ma quel che è certo è che ne troverete una, da anni, a pochi metri dal centro storico settecentesco di Cervia, in borgo Aurelio Saffi. È Fabiana. Cura velocipedi da trent’anni. Con passione e senza pentimenti, nonostante mani dure, annerite durante il giorno e tanto, tanto lavoro. Il mestiere l’ha assimilato dal padre, Angelo. Se non avesse fatto questo mestiere, forse avrebbe fatto il falegname, pur di usare la sua manualità e realizzare cose concrete, utili. C’è da crederle.

Così aggiusta bici, catene, pedali, gomme e freni. Sentenzia con competenza se il velocipede è irrimediabilmente morto o se può essere resuscitato con qualche trapianto. E ti spiega che il mestiere le piace perché non c’è mai routine. Zero noia. Accade sempre qualcosa. Incontri gente, impari fatti e misfatti, dialoghi con tutti. Sai sempre cosa succede, nel paese e nel mondo. Meglio se in romagnolo. Proprio mentre te lo spiega, arriva un giovane con una gomma pezzata precariamente con nastro adesivo da pacchi. Era il solo modo venutogli in mente per arrivare al negozio di Fabiana da chissà dove. Lei ride: “questa non l’avevo mai vista!”. Ma di aneddoti ne ha un magazzino.

Come quando si trovò a negoziare solo con gesti la vendita di due bici a una coppia di russi che non parlavano una parola d’italiano. Trattativa lunga, in varie fasi, con incomprensibili intermezzi in russo e in romagnolo, ma conclusa con soddisfazione delle parti. E senza guerre. La bici qui è materia prima, come il gas in Siberia. L’inglese non funziona con Fabiana. E infatti, proprio con un inglese reduce da una fiera, che non voleva riportarsi a Londra degli attrezzi meccanici per auto, parte una trattativa inizialmente non voluta. Fabiana prova a spiegare, solo con gesti, che non ha spazio nella sua bottega stracolma. Il londinese prova a rilanciare, ostinato, prezzi come se fosse ad “Affari di famiglia”. Alla fine, solo gesticolando, la spunta Fabiana, con un prezzo esageratamente vantaggioso. Rick, quello di “Affari di famiglia”, applaudirebbe.
La bottega è però veramente stracolma. Puro caos di bici, gomme, attrezzi, manubri, ruote. Solo lei ci vede armonia. Sa trovare a colpo sicuro qualsiasi aggeggio. Se pensate di potervela cavare e spacciarvi per esperti, vi metterà in crisi con domande professionali. Quanti millimetri è il raggio? Il millimetro è decisivo. State certi che non si farà impressionare da vip di passaggio, come un alto magistrato o qualche importante ingegnere. Tratta tutti allo stesso modo. Con schietta e diretta cordialità romagnola. Poche chiacchiere e fatti certi. Non vi prenderà in giro.

L’attesa però in agosto, con il pienone di turisti, è da mettere in conto, nonostante lei lavori indefessamente, da sola, anche fuori orario. Difficile trovare giovani aiutanti motivati. Loro pensano che fare il meccanico delle biciclette sia un lavoro di serie B, sognano la Formula 1. Ma si perdono qualcosa.
Il prezzo di Fabiana è più che onesto e non riuscirete a darle una mancia, che pure si meriterebbe per il tanto lavoro. D’estate, fuori dal suo caotico piccolo regno, c’è sempre la fila. Le due ruote qui sono indispensabili come l’ombrellone. Si gira facile in bici a Cervia, dove la terra è piatta come una piadina. Le uniche salite sono le radici dei pini marittimi, qualche ponticello o qualche sentiero lungo gli argini dei canali verso le saline. Capiterà, è inevitabile, di forare o rompere un freno. Imprecherete e andrete in ansia e in astinenza ciclistica. E allora armatevi di pazienza, mettetevi in fila, e fatevi curare da Fabiana, nel cuore della Riviera.

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