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Jeanne, pellegrina del XXI secolo

N. 67 - Giugno 2022

 

Jeanne, pellegrina del XXI secolo

Dopo mesi e mesi di cammino a piedi, dopo essere passata in dicembre anche a Bologna, sotto le Due Torri, Jeanne ce l’ha fatta. È arrivata a Gerusalemme. La città delle grandi fedi monoteiste, il luogo della morte e della resurrezione, nella Terra Santa e ferita dove camminò l’ebreo Gesù. Lei è cattolica, ma ha camminato con amiche evangeliche, ha dialogato con musulmani, ha certamente incontrato anche ortodossi e atei. È divenuta amica di molti. Ha subito qualche traversia, ahinoi proprio nella nostra Italia, che pure è stata accogliente per lei e due amiche di viaggio, Martha e Anne-Claire. Ma ha anche trovato, in un piccolo borgo emiliano, un amico che non esita a definire “nonno spirituale”. Nel suo cammino ha serbato memoria di tutti quelli che ha incontrato. Ha pregato per tutti. Ha segnalato le sue tappe a un gruppo whatsapp che è via via cresciuto. Ed ora è tornata a casa, a Ginevra, per riaffrontare la realtà così come è in questa Europa. Per questo ora è lei che gentilmente s’attende qualche preghiera da chi l’ha conosciuta e stimata.

Jeanne, con Martha ed Anne-Claire a Bologna davanti a San Petronio

Ha 27 anni, tutta la vita davanti, una strada nuova da percorrere e scoprire. Parla e traduce diverse lingue, italiano incluso (l’ha in buona parte imparato proprio a Bologna). Il nonno “adottivo” emiliano l’ha ribattezzata scherzosamente Jeanne d’Arc, come la straordinaria patrona di Francia. E questo nome le è in qualche modo rimasto. Il suo vero cognome però è Pierson.

Il suo cammino a piedi verso Gerusalemme è iniziato il 1° novembre 2021. In Italia s’è incontrata con Martha e Anne-Claire, partite in ottobre da Parigi. Si sono affidate alla provvidenza per trovare alloggi, ospitalità, aiuto. Assieme sono arrivate ad Atene, poi hanno fatto percorsi diversi. Jeanne ha proseguito in Turchia, raggiunta per una settimana dalla sorella, e trovando poi come compagno di viaggio, a metà febbraio Charles, un pellegrino partito a piedi dalla lontana Bretagna. Dalla Turchia è passata a Cipro, poi in Israele, arrivando a Gerusalemme il 12 aprile. E lì, pur ben consapevole delle difficoltà che ogni tanto emergono tra i cristiani, è convinta che queste fedi possono camminare assieme.

Il grande cammino verso la Terra Santa sembra non essere mai cessato nei secoli, e oggi pare conoscere una rinnovata adesione. Così come diversi altri pellegrinaggi. Non a caso a Bologna, a Resart, ma anche in qualche parrocchia, c’è una stanza destinata solo a pellegrini. Jeanne è stata pellegrina perché non riesce a immaginare una vita senza Dio. La fede l’ha imparata in famiglia, assieme alle sue sorelle, ma l’ha rivissuta e decisa per sé da adulta. Con questo viaggio si è preparata al cammino della vita che ora è tutto da decifrare. In ogni caso, chi volesse intraprendere lo stesso pellegrinaggio, non ha che da chiedere a lei consiglio. Memori del sorriso di Jeanne, potrebbe ora capitare, nelle nostre vie, d’incontrare qualche persona, con zaino e bastone. Non sono ambulanti. Sono questi nuovi pellegrini che cercano di trovare e condividere un senso a questa vita travagliata. Sono i veri portatori di pace.

Gianni Varani

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