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Il teatro pubblico compie 400 anni

N. 55 - Giugno2021

 

Il teatro pubblico compie 400 anni

A 400 anni esatti dalla nascita del primo teatro pubblico ed in un momento memorabile per la storia di tutti i teatri del mondo -causa Covid – è doveroso ricordare che l’Italia, rappresentata dalla “grande scuola napoletana”, pose le basi per un tipo di cultura non più a solo beneficio della nobiltà. Il Teatro San Bartolomeo, atterrato e ricostruito per varie vicissitudini, ha sempre rappresentato il fiore all’occhiello della città partenopea; quindi dev’essere ricordato.

L’ultima ricostruzione dei palchetti risale al 1723, quattordici anni prima della sua definitiva chiusura e della sua sostituzione da parte di quello che diventerà famoso in tutto il pianeta con il nome di “Teatro San Carlo”, la cui apertura ufficiale coincise con l’onomastico del Re Carlo, il 4 novembre 1737.

Con la direzione orchestrale del compositore stesso dell’opera “Achille in Sciro”, Domenico Sarro (o Sarri), furono proposti in musica i versi di Pietro Metastasio. Due anni prima della cessazione del San Bartolomeo, ne assunse la direzione artistica colui che, in seguito, avrebbe edificato il San Carlo: Angelo Carasale. Fu sui ruderi della platea che venne poi eretta la Chiesa di Rua Catalana di Santa Maria delle Grazie e gli interni furono probabilmente curati da Medrano.

Il Teatro San Bartolomeo ospitò il grande Claudio Monteverdi e fece la gloria di tutti quei compositori che ebbero la fortuna di proporvi i loro titoli. Data importantissima, durante quei 126 anni di fulgore, fu quella del 1654; ovvero quando il Teatro divenne Teatro d’opera. Il 1733 invece segnò il trionfo dell’intermezzo della “Serva padrona” di Pergolesi.

Questo stupendo teatro era costituito da 2 file di balconcini ed una balconata. Era corredato di scenografie profonde con punti prospettici e di fuga ed era sempre gremito di pubblico; Il cospicuo incasso veniva destinato all’Ospedale degli Incurabili, come confermava la scritta che un tempo era scolpita nel marmo della porta del Teatro e riportata poi in un antico documento.

I proventi misericordiosi dell’attività teatrale vennero concessi ai poveri già dal 1583, tramite un’autorizzazione di Filippo II, riconfermata in seguito da Filippo IV nel 1646.

Napoli non fu famosa solo per l’apertura del primo Teatro pubblico ma anche per il più antico. Correva l’anno 1618, quando venne eretto il “Teatro de li Shiorentini” (Fiorentini), che rimase in auge sino a 9 anni dopo il bombardamento del 1941 e vide il debutto della “Scarpetta”, la Compagnia di Edoardo de Filippo.

Questo primo Teatro ebbe una lunga storia. Dapprima Teatro di prosa, poi Teatro d’opera, produsse commedie in lingua castigliana. Fu grazie all’ elargizioni di alcuni nobili che, nel 1706, Scarlatti, Leo, Paisiello, Piccinni ed altri riuscirono ad allestirvi le loro opere. Il Teatro dei Fiorentini risultò operativo sino al 1954 quando per motivi economici, fu definitivamente demolito.

Accanto alle glorie napoletane, va menzionato il bicentenario del Teatro Regio di Parma, fortemente voluto dalla duchessa Maria Luigia d’Austria, la quale, per la somma di lire 1.119.664, fece iniziare nel 1821, l’imponente costruzione che sarà ultimata 8 anni dopo. Vincenzo Bellini compose espressamente per l’evento inaugurale del 6 maggio 1829 l’opera “Zaide”.

Mirella Golinelli

La foto di apertura è tratta dal sito “Intelligo promotion”

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