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EU Farmbook promuove l’agricoltura del futuro

N. 114 - Settembre 2026

 

 

 

 

EU Farmbook promuove l’agricoltura del futuro

Metti un allevamento con migliaia di tacchini nel capannone, osservati da un sofisticato sistema di monitoraggio audio e video. Grazie anche all’intelligenza artificiale, ogni variazione nelle vocalizzazioni degli animali e nel rumore complessivo, ogni mutamento di movimenti, livello di attività, comportamento alimentare e qualità della lettiera vengono tempestivamente analizzati e permettono di individuare qualunque stress al primissimo stadio. Ne consegue un intervento sollecito per bloccare eventuali infezioni. Accade negli allevamenti del gruppo francese Michel a Iffendic, un piccolo comune della Bretagna dove viene testato e sviluppato il sistema coMI SENSE. I tecnici hanno campionato tutti i suoni e addestrato la tecnologia a riconoscere se una variazione nel gloglottio degli animali è indicativa di un’infezione intestinale o di altro, identificando anche l’animale “epicentro” del problema. Anticipare al massimo la soluzione permette di aumentare il benessere animale, ridurre i danni economici ed aumentare la produttività aziendale. Inoltre, visto che a segnalare ogni alert pensa il sistema, questo lascia libero l’allevatore di dedicarsi ad altro.

Questo tuffo nel futuro dell’allevamento è stato offerto a un gruppo di giornalisti specializzati nel press tour organizzato da ENAJ, lo European Network of Agricultural Journalists e da EU Farmbook, il progetto europeo che riunisce una ventina di attori nei diversi Paesi UE e che mira a mettere in contatto il mondo della ricerca con quello degli agricoltori, per fare transitare il più velocemente possibile le nuove scoperte dai laboratori accademici ai campi e alle stalle.

Il press tour si è sviluppato in collaborazione con Idèle, Institut de l’élevage, il Centro nazionale francese che riunisce i gruppi di ricerca sparsi sul territorio; qualcosa di simile all’italiano CREA.

I droni sono diventati un simbolo della modernizzazione dell’agricoltura, ma che cosa possono realmente offrire all’allevamento? Dopo quattro anni di esperienza pratica nell’impiego dei droni a supporto della gestione dei bovini da carne al pascolo, Idèle dimostra concretamente le nuove possibilità: dal conteggio automatico degli ovini al monitoraggio dei pascoli, fino al supporto di una gestione più intelligente ed efficiente delle superfici a pascolo.

Tra le ricerche più interessanti, quelle portate avanti da CIRBEEF, il Centro studi sui bovini di Mauron, finalizzato a valorizzare la carne bovina proveniente dalle mandrie da latte. Attraverso la piattaforma MorphoR3D, i progressi dell’intelligenza artificiale hanno trasformato la fenotipizzazione basata sulle immagini da un concetto promettente a una realtà ad alta capacità, efficiente e scalabile. Alla ricerca partecipano studiosi, genetisti, economisti agrari ed allevatori.

Sempre a Mauron, poco distante sorge CIRVEAU, il Centro di ricerche sul vitello, che offre nei diversi “bat” ( = batiments, edifici) le più aggiornate metodologie per scegliere le varietà, curare le stalle, innovare l’alimentazione, implementare l’accrescimento e garantire contemporaneamente il benessere degli animali e dell’ambiente. Questa ricerca interessa particolarmente l’Italia, che dopo i Paesi Bassi e la Francia è terza in Europa per consumo di carne di vitello. Il CIRVEAU svolge anche un importante servizio di formazione dei giovani. “Partendo dalla constatazione che il 95% degli studenti non ha mai sentito parlare della filiera della carne di vitello durante il proprio percorso di studi – spiegano – questa iniziativa mira a colmare le attuali lacune nei programmi formativi. L’obiettivo è suscitare nuove vocazioni professionali e favorire l’ingresso di nuovi operatori nel settore”.

E qui si spiega un altro punto. Perché tutte queste iniziative (e molte altre illustrate ai giornalisti di ENAJ) sono concentrate nella regione della Bretagna? Perché essa è, tradizionalmente, il cuore dell’allevamento in Francia. Il sistema agricolo regionale è fatto per il 37% di allevamenti di vacche da latte, più 9% di suini, 7% di avicoli e 5% di bovini da carne, che sommati con anche le produzioni ovicaprine e quelle “miste”, dà un totale del 69%.

Documentare l’allevamento come un sistema moderno, ad alta tecnologia e buona redditività è un obiettivo basilare per mantenere il benessere della Bretagna e garantire alla Francia il rifornimento di carni.

Lisa Bellocchi

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