Classici latini e libri d’artista: dialogo tra i secoli
In che modo le opere letterarie del lontano passato possono influenzare gli artisti di oggi? La risposta si trova a “Per imagines. Classici latini e libri d’artista da Dürer a Picasso”, mostra visitabile fino al 5 ottobre presso il Museo Civico Medievale (Via Manzoni, 4 – Bologna), a cura del prof. Francesco Citti e del prof. Daniele Pellacani. Organizzata dal Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica – FICLIT e dal Centro Studi “La permanenza del classico” dell’Alma Mater, in collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB e i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici Bologna, l’esposizione vuole evidenziare quanto i grandi classici della letteratura latina siano stati modelli fondamentali per lo sviluppo della letteratura e dell’arte europea. Per farlo, è stato adottato un angolo visuale sostanzialmente inesplorato, ovvero il libro d’artista contemporaneo, inteso come luogo privilegiato dell’incontro tra testo e immagine, e quindi come spazio ‘materiale’ dell’interazione tra letteratura e arte, tra parola e segno.

La selezione degli esemplari esposti – prestati dalla Biblioteca di Busseto di Cariparma (donazione Corrado Mingardi), dalla Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB e da numerosi artisti e collezionisti privati – intende sviluppare un percorso transmediale tra le diverse epoche e i diversi stili dell’arte contemporanea, al fine di mostrare come personalità artistiche tra loro anche profondamente differenti hanno saputo reagire agli stimoli dei modelli letterari antichi, in un’operazione di rielaborazione e rivitalizzazione del classico, che prende nuova forma mediante la trasposizione dal codice verbale al codice visuale.

Sarà quindi possibile ammirare opere imprescindibili, come l’Apuleio simbolista di Max Klinger (Apuleius. Amor und Psyche, 1881) o le Metamorfosi ovidiane di Pablo Picasso (Ovide. Les Métamorphoses, 1931), un lavoro che segna un punto di svolta fondamentale nel modo in cui il libro d’artista contemporaneo si pone di fronte al modello classico: l’esperimento di Picasso influenzerà infatti, pur con esiti differenti, opere quali le Georgiche di Giacomo Manzù (Le Georgiche di Virgilio, 1948) o il De rerum natura di Enrico Baj (De rerum natura, 1958).
Infine, per rendere più completa e stimolante l’esperienza dello spettatore, la mostra si propone di affiancare ai libri d’artista contemporanei antiche edizioni illustrate dei classici latini, tra cui il Terenzio di Albrecht Dürer, i cui disegni furono incisi e stampati solo nel 1971 grazie all’iniziativa dell’Officina Bodoni.
A settembre ed ottobre la mostra sarà affiancata da alcune conferenze. Maggiori informazioni al sito https://www.museibologna.it/medievale/schede/per-imagines-classici-latini-e-libri-d-artista-da-d-rer-a-picasso-4038/
