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Classici latini e libri d’artista: dialogo tra i secoli

N. 108- Febbraio 2026

 

 

 

 

Classici latini e libri d’artista: dialogo tra i secoli

In che modo le opere letterarie del lontano passato possono influenzare gli artisti di oggi? La risposta si trova a “Per imagines. Classici latini e libri d’artista da Dürer a Picasso”, mostra visitabile fino al 5 ottobre presso il Museo Civico Medievale (Via Manzoni, 4 – Bologna), a cura del prof. France­sco Citti e del prof. Daniele Pellacani. Organizzata dal Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica – FICLIT e dal Centro Studi “La permanenza del classico” dell’Alma Mater, in collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB e i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici Bologna, l’esposizione vuole evidenziare quanto i grandi classici della letteratura latina siano stati modelli fondamentali per lo sviluppo della letteratura e dell’arte europea. Per farlo, è stato adottato un angolo visuale sostanzialmente inesplorato, ovvero il libro d’artista contemporaneo, inteso come luogo privilegiato dell’incontro tra testo e immagine, e quindi come spazio ‘materiale’ dell’interazione tra letteratura e arte, tra parola e segno.

La selezione degli esemplari esposti – prestati dalla Biblioteca di Busseto di Cariparma (donazione Corrado Mingardi), dalla Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB e da numerosi artisti e collezionisti privati – intende sviluppare un percorso transmediale tra le diverse epoche e i diversi stili dell’arte contemporanea, al fine di mostrare come personalità artistiche tra loro anche profondamente differenti hanno saputo reagire agli stimoli dei modelli letterari antichi, in un’operazione di rielaborazione e rivitalizzazione del classico, che pren­de nuova forma mediante la trasposizione dal codice verbale al codice visuale.

Sarà quindi possibile ammirare opere imprescindibili, come l’Apuleio simbolista di Max Klinger (Apuleius. Amor und Psyche, 1881) o le Metamorfosi ovidiane di Pa­blo Picasso (Ovide. Les Métamorphoses, 1931), un lavoro che segna un punto di svolta fondamentale nel modo in cui il libro d’artista contemporaneo si pone di fronte al modello classico: l’esperimento di Picasso influenzerà infatti, pur con esiti differenti, opere quali le Georgiche di Giacomo Manzù (Le Georgiche di Virgi­lio, 1948) o il De rerum natura di Enrico Baj (De rerum natura, 1958).

Infine, per rendere più completa e stimolante l’esperienza dello spettatore, la mostra si propone di affiancare ai libri d’artista contemporanei antiche edizioni illustrate dei classici latini, tra cui il Terenzio di Albrecht Dürer, i cui disegni furono incisi e stampati solo nel 1971 grazie all’iniziativa dell’Officina Bo­doni.

A settembre ed ottobre la mostra sarà affiancata da alcune conferenze. Maggiori informazioni al sito https://www.museibologna.it/medievale/schede/per-imagines-classici-latini-e-libri-d-artista-da-d-rer-a-picasso-4038/

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