Cécile Chaminade, artista e manager di sé stessa
Cécile Chaminade nacque a Parigi nel 1857 e morì nel 1944 a Montecarlo. Circa 170 delle sue composizioni sono state catalogate a numero e scritte tra il 1876 e il 1914. A esse se ne aggiungono una trentina, senza numero d’opus. Complessivamente sono stati individuati circa 400 brani musicali di varia natura scritti di suo pugno, ma non tutti furono pubblicati durante la sua vita. Molti di questi, indentificati come WU, sono conservati in alcuni archivi privati. Tra i brani orchestrali rimasti nel cassetto, si trovano anche pagine per canto e pianoforte e in questi schedari confidenziali di importanti famiglie sono serbati inoltre documenti personali della Chaminade, schizzi musicali e corrispondenza.
La Bibliotheque Nationale de France salvaguarda alcuni suoi spartiti inediti. Compositrice dell’empireo, ebbe tanto successo da essere insignita nel 1913 della Legion d’Onore. Nel ventennio dal 1890 al 1910, la sua fulgida carriera di compositrice ed esecutrice al pianoforte le permise di produrre brani accattivanti.
Sta per tramontare il XIX secolo; lampo memorabile – nell’arco di mille anni di storia della composizione al femminile – nel quale la donna musicista riuscì a imporsi seriamente sul mondo mascolino, che vedrà l’uomo al muro, vista la rivoluzione che le regine della musica furono in grado apportare. La donna compositrice ed esecutrice prende finalmente coscienza del valore di sé stessa, delle sue creazioni e riesce a divulgarle. È vero che ella è ancora succube delle leggi del maschio ma, con l’avvento della stampa di comunicazione, viene a galla un nuovo tipo di fascino femminino che aprirà le porte al XX secolo.

Con la Chaminade si continueranno a salvaguardare la concezione di romanticismo e gli aspetti in esso contenuti. Non va dimenticato che la corrente romantica prende vita per contrastare la ragione illuministica, generando l’esaltazione e l’irrazionalità delle passioni, in un quadro nel quale la selvaggia e indominabile Madre Natura è divenuta nascondiglio alla fantasia, al delirio e alla passione umana. Pensiamo alla parola tedesca Traum (sogno): essa è spesso utilizzata da Wagner nei Wesendonck Lieder WWV91 nel suo Tannhauser WWV70, ne La Valkiria WWV86B, nei Maestri cantori di Norimberga WWV 96 e nel Tristan und Isolde WWV90, ma anche da compositori come: Edward Elgar nell’op.38, Franz Listz nel Notturno Liebestraum n.3 e da Giovanni Allevi, nel Sogno di Bach.
Le composizioni della Chaminade pur difendendo i dettami dell’estetica romantica spianeranno la strada alla musica contemporanea, oggetto, per quei tempi, di adattamenti e rimaneggiamenti che servivano per accontentare il pubblico di allora, ancora legato alle melodie strappacuore della corrente sentimentale. Questa fu una delle condizioni che non permisero di enumerare tutte le sue composizioni.
Fu la madre Marie Courtin a impartire le prime nozioni di musica a Cécile. Era pianista e cantante dilettante, ma ciò non ebbe conto, anzi, fu essenziale per la crescita musicale della giovane Chaminade. Ella ebbe fortuna e previlegi, nascendo da famiglia agiata. Le soste nella villa di famiglia a Le Veniset le fanno conoscere George Bizet che, divenuto frequentatore della famiglia Chaminade e dopo aver riconosciuto in Cécile uno straordinario talento (pari a quello del genio mozartiano), incoraggia i suoi genitori a fornire alla piccola la migliore educazione musicale possibile. Il padre, però, riteneva lo studio della musica, un’attività hobbistica e non prestigiosa per una donna proveniente dalla borghesia. Ancora una volta affiora la decisione del maschio-padre che ritiene poco attraente – a fronte di un matrimonio – la pratica professionista del pianoforte. Cécile proseguì sulla sua strada, esordendo a 18 anni con un repertorio pianistico di compositori maschi, ma riuscirà di lì a breve a proporre le sue ispirazioni musicali. Passò inoltre a perfezionare il genere della Chanson, facendo sì che la melodia diventasse memorizzabile già al primo ascolto. Portò queste composizioni in giro per il mondo e morto il padre, finalmente poté rendersi indipendente. La sua musica e i suoi concerti erano il suo lavoro! In effetti spesso si legge che il suo “vero amore” era la musica; anche se dovette sopportare le regole di un matrimonio virtuale, con un uomo più vecchio di lei di 20 anni (un editore di Marsiglia) con il quale non condividerà mai il talamo.
Il rinnovamento che apportò la Chaminade fu anche quello di registrare i suoi brani e di renderli commerciali, divulgandoli il più possibile in ogni strato sociale, con i nuovi mezzi audio di propaganda. Il mondo stava cambiando!
I metodi
I sistemi di registrazione adottati da Cécile Chaminade, in sostanza furono di due tipi:
Dischi per grammophono. Nel 1901 registrò per la Gramophone & Typewritet Company.
Rulli per pianoforte meccanico o rolls piano, di cui la Chaminade si servì moltissimo.
I sistemi di registrazione per i rulli per pianoforte meccanico erano 2, entrambi utilizzati in maniera seguente da Cécile.
Metro-Art nel 1913 circa e Duo-Art, a partire da 7 anni dopo. Fu la storica etichetta Gramophone e Typewritet a offrirle la prima possibilità di incidere su dischi a 78 giri. La preziosità di queste incisioni – paragonate a quelle camuffate che vengono effettuate negli studi oggi e in vendita sul mercato – sta nel fatto che, essendo registrazioni dal vero, assorbivano anche i rumori esterni, i fruscii del pedale, il suo respiro; tanto da ritrovare la sua diteggiatura ma soprattutto la posizione calibrata delle sue dita, rispetto all’ottenimento di una particolare, sentita e proposta all’ascolto, vibrante sonorità. I rulli riproducevano perciò la sua interpretazione e, le dinamiche dei brani, la sua capacità di instaurare un rapporto empatico con l’ascoltatore, che la Chaminade, aveva imparato a conoscere nei gusti. Certamente nulla a che vedere con la vergognosa pratica dell’autotune attivata dal 1997. Per i rulli di carta traforata, fortuna vuole che vi siano il file midi a preservare dall’usura del tempo queste rarità. La durata della musica praticamente intagliata sulla carta (alla vista pare di ritornare alla scrittura neumatica libera che si rinviene all’interno degli antichi graduali e antifonari conservati nei monasteri) era di circa 20 minuti di esecuzione. Per il disco, che vide il suo archetipo in gommalacca e che venne utilizzato in seguito dalla Chaminade, il tempo scendeva a soli 4 minuti.

In antichità, per meccanizzare l’esecuzione musicale, si faceva uso di cilindri chiodati; poi arrivò la carta traforata, che consenti di incidere brani più lunghi e diede grande riscontro al commercio dell’autopiano, che suonava attraverso l’aria che muoveva le valvole pneumatiche, le quali facevano cadere il martelletto sulla corda designata; in seguito, i dischi. Nel 1909 la carta traforata venne protetta con una licenza di trasmissibilità. In breve, chi eseguiva o faceva ascoltare queste melodie meccaniche, doveva essere munito di licenza. Il leggendario Sergej Rachmaninoff, le cui dinamiche e forza espressiva non furono mai eguagliate, incise sui rulli. Il resto della popolarità arrivò a Cécile attraverso la diffusione radiofonica, a partire dagli anni 30 del ‘900.
Armonia, magia, ritmo, fraseggio furono dapprima il biglietto da visita della Chaminade poi, con la sua innata sicurezza e con una tecnica del tutto personale e non accademica, regalò melodie e storie musicali ricche di emozioni trasognanti. Era insuperabile anche nell’arte di improvvisare con piacere, cioè elaborando nella tonalità. Ogni accordo diventava il fulcro intorno al quale far sviluppare emozioni pure che si dipanavano dalla mano destra; poiché solo la purezza e il sospiro, uniscono il mondo popolare a quello classico. Direi che la musica di Cécile è prima di tutto colore. Alcuni consigli d’ascolto.
- Les Sylvains, Op. 60: https://youtu.be/-XIxaQ4BR6U?si=SGHeVYocn_ukYYHX
- Thème varié, Op. 89:https://youtu.be/vvLT37JH2ys?si=ybQdEoS8XHZNIY25
- Six Romances sans Parole
- Toccata, Op. 39: https://youtu.be/G4hfYZySUyg?si=Jz-vG6o2syFf-TeD
La donna manager
Il suo modo di comporre, di porsi davanti al pubblico, di autopromuoversi, ha reso Cécile Chaminade un personaggio del XXI secolo. È palese la sua influenza nell’arte dell’improvvisazione e per questo, donando espressività alla parte eseguita, forse non era ligia alla schematicità di una partitura, ma aveva fatto proprio il valore del tempo. Che dire di un’Artista che è stata manager di sé stessa? Grandiosa! L’ha fatta in barba al mondo degli uomini, vendendo oltre 5 milioni di copie della Danza della Sciarpa https://youtu.be/MHx4-zXA694?si=TUihE94EtJBpNOmq
Oggi la FIMI (Federazione Industria Musica Italiana), concede il disco d’oro dopo 25.000 copie dell’album o compilation e il disco di diamante, dopo 500.000, senza contare che vengono conteggiati anche gli ascolti in streaming e i download digitali, mentre per il “singolo” il
disco d’oro viene concesso dopo 100.000 e a 600.000 il triplo platino.
La condizione della donna 1875-1925
Concludo analizzando un cinquantennio-non troppo distante dal nostro vivere- di ulteriori sofferenze, per le donne, che rimasero deluse anche dall’avvento dell’era fascista, nel quale il poco guadagnato con grande fatica divenne un sogno infranto, di fronte alle limitazioni imposte dal regime alla figura della donna. Ella non doveva lavorare nel pubblico, doveva servire a figliare, a disposizione del marito e dei figli. In questo viaggio nel mondo femminile artistico, sono rarissimi i riferimenti a donne compositrici di nascita italiana. Questo sopracitato è uno dei motivi per cui, raggiunta nel 1874 la possibilità di accedere alle scuole superiori e alla Università, improvvisamente, tutte le lotte combattute nei secoli dalle donne, furono inutili. Ma altre ne cominciarono…
Mirella Golinelli
