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Bologna ammira il gioiello del Re Sole

N. 70- Settembre 2022

 

 

Bologna ammira il gioiello del Re Sole

Come ogni anno, nella mattinata del 10 settembre dalle 10.00 alle 12.30, il santuario bolognese di Santa Maria della Vita ha ospitato ed esposto il prezioso Gioiello del Re Sole.
Il piccolo e raro monile racchiude un’importante memoria storica: il gioiello fu infatti donato dal sovrano francese, re Luigi XIV, al celebre storico bolognese Carlo Cesare Malvasia in segno di gratitudine per avergli dedicato la sua opera Felsina Pittrice. Vite de’ pittori bolognesi (1678), la nota raccolta di biografie di artisti operanti in città.
Per volere testamentario dello stesso Malvasia, il gioiello fu donato all’arciconfraternita di Santa Maria della Vita (e viene esposto al pubblico il 10 settembre di ogni anno) in memoria di una guarigione da lui ottenuta per intercessione della veneratissima Madonna della Vita.

Carlo Cesare Malvasia

Tale immagine rimasta per qualche secolo misteriosamente nascosta sotto uno strato di imbiancatura a calce e riaffiorata alla luce, per l’appunto, il 10 settembre 1614 in occasione di una generale ripulitura della chiesa. A causa del crollo del 28 novembre 1686 che coinvolse anche la parete su cui era dipinta la sacra immagine, l’intera porzione di muro con l’affresco fu rimossa e collocata in una cornice e successivamente posta sull’altare maggiore della chiesa, rinnovata nel 1692.

La miniatura del Gioiello del Re Sole è contornata da una cornice in argento dorato su cui è incastonato un doppio giro di diamanti di dimensioni differenti, alcuni dei quali molto grandi. La cornice è poi completata da un gruppo di gemme disposte a forma di corona, culminante nel giglio di Francia. Si tratta di un oggetto raro e di valore unico, sia per il valore venale ad esso intrinseco, sia per l’importante memoria storica che racchiude: il re nel gioiello è rappresentato con un’ampia parrucca arricciata e una corazza con collare e spalline a teste di leone, e porta a tracolla la sciarpa azzurra dell’Ordine di Saint Esprit.

La cornice fornisce poi un eloquente esempio della produzione delle manifatture orafe francesi al tempo del Re Sole: lavorazioni fastose e ridondanti di pietre e materiali preziosi, destinate più che altro ad esaltare la ricchezza e la potenza del donatore. In un secondo momento il gioiello venne montato su una base metallica decorata all’interno da una ghirlanda a rilievo e, all’esterno, da un giro di foglie d’alloro realizzate a sbalzo. Con ogni probabilità questa seconda cornice fu fatta eseguire dalla Confraternita di Santa Maria della Vita per motivi pratici, ossia per facilitare l’esposizione al pubblico del gioiello.

Il Gioiello del Re Sole è conservato per tutto il resto dell’anno presso il Museo della Storia di Bologna in Palazzo Pepoli.

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