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Anche una pizza contro l’autismo

N. 69- Agosto 2022

 

 

Anche una pizza contro l’autismo

Il 2 aprile è stata celebrata la giornata dedicata all’autismo, disturbo del neurosviluppo “caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi”, per darne una sintetica e non esaustiva definizione.

Nell’occasione della giornata dell’autismo si è messo al centro il mondo autistico e quali sono le ricadute sulle famiglie, nonché sui servizi sociali e sanitari disponibili, ma soprattutto sui vuoti e le mancanze che il sistema inevitabilmente ancora sconta.

Consapevoli di tali vuoti e difficoltà, per caso però abbiamo scoperto un esempio in controtendenza, capitando in una pizzeria a Cassina dè Pecchi, alle porte di Milano, dal curioso e significativo nome: PIzz Aut

Questo luogo è nato dall’iniziativa di Nico Acampora, che lo ha pensato facendo dalla sua esperienza di educatore professionale e di genitore, un concreto e pieno realizzato per il futuro dei ragazzi autistici

Nico ha pensato ai genitori e alle famiglie che convivono con l’autismo. Soprattutto a cosa faranno i ragazzi quando non potranno più contare sul supporto della famiglia, rapportandosi con una società che spesso fa difficoltà a gestire la relazione con il soggetto autistico. 

Quindi, perché non dare loro un mestiere, un lavoro, un’attività che consenta di vedersi riconosciuto in ruolo e, cosa più importante, una possibilità di autonomia economica?

Così Nico ha deciso: ha lasciato il suo lavoro di educatore e ha investito la sua vita in una pizzeria ove lavorano sia in sala che in cucina, esclusivamente ragazzi autistici, opportunamente formati.

Nico è sempre presente nel locale, ma prima di lui appaiono i ragazzi di Pizz Aut.

Orgogliosi nei loro grembiuli, precisi, attenti, accolgono i clienti, svolgono i controlli di rito e accompagnano al tavolo, prendono le comande, le verificano e le ricontrollano con attenzione, intrattengono i clienti e li sorprendono con le loro principali qualità, con la loro capacità di dimostrare che hanno fatto il passaggio verso il superamento di quei limiti che, come da definizione, impediscono una “ordinaria” socialità.

Parlano, raccontano, e si scopre che sono delle vere e proprie enciclopedie viventi di musica e di altri argomenti di cui si appassionano.

Sempre sotto lo sguardo attento e amorevole di Nico che dispensa sorrisi, e buonumore anche e specialmente se cade un piatto.

Quando si va in Pizz Aut bisogna essere preparati a fare un’esperienza fuori dal comune,

Ad essere investiti da un’onda di energia, di amore, di affetto, di valori e valorizzazione.

La notizia dell’impresa creata da Nico Acampora è diventata virale e ha varcato l’oceano, approdando al parlamento Canadese, ove il ministro della salute recentemente lo ha citato quale esempio virtuoso da imitare.

Il 1 aprile insieme a una delegazione dei suoi ragazzi è stato ricevuto in udienza da Papa Francesco che con il suo proverbiale stile, non ha esitato a indossare il grembiule di Pizz Aut e assaggiare le delizie preparate dei ragazzi di Cassina dè Pecchi.

L’ottima qualità delle pizze, l’attrattività dell’ambiente (non per curiosità, ma per un vero senso civico e di conoscenza sociale), la necessità di dare più possibilità di un futuro autonomo e professionale ai ragazzi autistici, tutto ciò ha convinto Nico a raddoppiare l’offerta e a breve si aprirà un altro Pizz Aut a Monza,

Dal locale si esce saziati nello spirito oltre che nel corpo, mentre il sorriso contagioso di Nico e dei suoi ragazzi diventa una carezza per tutti.

Non è un’esperienza comune o meglio normale, perché,  come scritto anche nelle tovagliette, dire loro “non sei normale” è il più  bel complimento che questi ragazzi abbiano mai ricevuto. 

Pamela Polvani

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