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“Allarme stanchezza” da non sottovalutare

N. 114 - Settembre 2026

 

 

 

 

“Allarme stanchezza” da non sottovalutare

Perché mi sento sempre stanco? È raro trovare una persona che nella sua vita non abbia mai fatto l’esperienza di un periodo di “stanchezza”, in cui capita di sentirsi stanchi già al risveglio, di avere la sensazione di non recuperare le energie nemmeno dopo una notte di sonno, di far fatica a concentrarsi durante la giornata o di notare un calo delle prestazioni lavorative, sportive o personali. La stanchezza, la fatica di vivere la normale vita quotidiana, la difficoltà a svolgere bene i propri compiti è oggi sempre più frequente, rappresentando uno dei sintomi più comuni nella popolazione adulta: secondo i dati ISTAT, oltre il 40% degli italiani dichiara di sentirsi frequentemente affaticato, mentre l’Istituto Superiore di Sanità segnala che la stanchezza persistente rappresenta uno dei sintomi più frequentemente riferiti negli studi di medicina generale e specialistica.

Così la domanda: “Perché mi sento sempre stanco?” merita la ricerca di una risposta concreta per aiutare a comprendere quando una semplice stanchezza può trasformarsi invece in un campanello d’allarme. Sottovalutare il problema con un generico “E’ normale, siamo tutti stanchi” è da evitare, perché trascura le possibili cause e può far comparire o peggiorare patologie anche serie, se non diagnosticate in tempo. La stanchezza infatti può avere cause molto diverse tra loro, in alcuni casi si tratta di condizioni transitorie legate a stress, sonno insufficiente o periodi particolarmente impegnativi, in altri, invece, può rappresentare il segnale di problematiche che meritano un approfondimento medico.

Alcune categorie sono più colpite di altre: le donne in particolare, soprattutto in età fertile, perché più soggette ad anemia da carenza di ferro, ma anche gli anziani, per un ridotto apporto alimentare o un ridotto assorbimento intestinale di vitamine energetiche, come quelle del gruppo B, o i soggetti più fragili. Nel periodo estivo è comune sentirsi stanchi: le alte temperature tipiche di questo periodo determinano un’abbondante sudorazione che può causare una perdita significativa di liquidi e sali minerali essenziali per il metabolismo energetico come magnesio e potassio. Questa disidratazione, se non compensata attraverso un’adeguata assunzione di acqua e di sali, può causare affaticamento e debolezza. Il calore intenso provoca inoltre vasodilatazione, responsabile a sua volta di una riduzione della pressione arteriosa che accentua la sensazione di affaticamento. A completare il quadro, si aggiungono il sonno disturbato dalle temperature notturne elevate e il maggiore dispendio energetico richiesto per abbassare la temperatura corporea, che contribuiscono alla sensazione di profonda astenia che spesso ci accompagna nelle torride estati di questa fase di cambiamento climatico. Per mitigare questi effetti è corretto reiterare i classici consigli di evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata, indossare abiti leggeri, bere molto e fare una supplementazione di minerali e vitamine attraverso l’abbondante consumo di frutta e verdura.

Anche le preoccupazioni emotive, l’ansia e lo stress, oggi così comuni nella nostra vita frenetica, possono costituire cause di stanchezza, come pure una depressione non riconosciuta può essere la responsabile insidiosa di una stanchezza progressiva e resistente alle comuni cure. Attenzione all’abuso di alcol, che riduce progressivamente l’energia fisica e psichica, e agli stupefacenti, specialmente cannabis e oppiacei, il cui uso è in progressiva crescita specie tra i giovani. Stili di vita sregolati possono avere un impatto negativo sull’energia disponibile: restare svegli troppo a lungo la sera, per esempio, oppure un consumo eccessivo di caffeina o bevande alcoliche, possono impedire un corretto riposo e quindi contribuire a un aumento della stanchezza. Da segnalare che la carenza di sonno è oggi una delle cause più diffuse di stanchezza nei giovani per l’abuso di videogiochi, smartphone e social nelle ore notturne. Ancora in relazione agli stili di vita, un’alimentazione troppo abbondante può causare appesantimento, affaticamento e a difficoltà a svolgere attività fisica o mentale e il sovrappeso,così come il sottopeso, sono condizioni che possono favorire, per motivi diversi, la stanchezza cronica e la spossatezza. Mantenersi fisicamente attivi aiuta a combattere la stanchezza, infatti meno ci si muove e più ci si sente fiacchi: bastano 30 minuti al giorno di attività fisica leggera, come una camminata a passo sostenuto, per aiutarci a combattere la spossatezza.

In varie condizioni mediche la stanchezza rappresenta un sintomo rilevante, come nell’anemia, nel diabete, spesso accompagnata da calo di peso, nelle malattie cardiache, come lo scompenso cardiaco o la fibrillazione atriale, nell’insufficienza renale o anche nei disturbi della tiroide, in particolare l’ipotiroidismo, che rallenta tutte le funzioni vitali. Infine è una vera e propria malattia a sé stante la “sindrome da fatica cronica”, caratterizzata da stanchezza e affaticamento marcato e debilitante che perdura nel tempo e la cui origine è spesso difficile da chiarire.

È quindi evidente che la stanchezza è un sintomo che può sottendere cause assolutamente diverse, che bisogna riconoscere per impostare il trattamento più adeguato, tuttavia per risolvere le condizioni più comuni è sempre utile adottare comportamenti che influiscono positivamente sulla nostra efficienza fisica, quali migliorare l’igiene del sonno, adottare una dieta equilibrata, praticare regolarmente attività fisica, gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento.

Teniamo quindi a mente che la stanchezza è un sintomo “aspecifico” che richiede attenzione e non va mai banalizzato. Può avere cause fisiche o psicologiche, ma in ogni caso rappresenta una richiesta del corpo e della mente di ristabilire equilibrio e recuperare energia, è un segnale che invita ad ascoltare sé stessi e a comprendere la ragioni di questo disagio, se necessario con l’aiuto del medico o dello psicologo.

Patrizia Masoni
medico

Nell’immagine in alto: William Merritt Chase (1849–1916), In the Studio (c 1892), olio su tela

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