Agriumbria sposa qualità produttiva e tecnologia
Nel cuore verde dell’Italia, a Bastia Umbra, la 57esima edizione della tradizionale “Agriumbria” ha attirato decine di migliaia di agricoltori, allevatori, agronomi, tecnologi, veterinari e giovani, per un appuntamento che valorizza e rilancia le caratteristiche produzioni del territorio e di tutta l’Italia centrale.
“Le fiere – ha affermato il presidente di Umbriafiere Antonio Forini davanti alle autorità e al folto pubblico del taglio del nastro – non sono più soltanto spazi espositivi; diventano piattaforme di confronto, dei relazioni e di sviluppo economico”. Perciò sono importanti le competenze che convergono nei padiglioni: le università, le associazioni professionali, i consorzi di marchio, gli hub di ricerca, il sistema economico, l’intera filiera agroalimentare.

Un’esposizione ricca e partecipata di stand e di animali (oltre 600 capi) ha messo in luce il binomio tra qualità produttiva e tecnologia. Mostre e incontri tecnici hanno acceso i riflettori sul comparto del bovino da carne, grazie all’Associazione Italiana Allevatori, all’Anabic e all’Associazione ANACLI, che riunisce gli allevatori di bovini delle razze Charolaise e Limousine Italiane. Ed è stato proprio “Thor”, un elegante esemplare di toro Limousine, a sfilare in passerella nel giorno dell’inaugurazione, insieme al possente “Lucio”, magnifico esemplare pluripremiato di toro di razza chianina.

La vocazione zootecnica mette Agriumbria in diretto contatto con “Le sommet de l’élevage”, la rassegna francese regina europea del settore, che spesso ha laureato proposte italiane. Nello stand della Chianina, un addetto mostra con orgoglio “Opera”, una vacca di ragguardevoli dimensioni, che -appena nata- fu la mascotte del “Sommet” di due anni fa.
Soprattutto bovini, ma non solo. Nei padiglioni di Agriumbria, Asso.Na,Pa. (associazione nazionale della Pastorizia) ha organizzato competizioni per pecore di razza sarda ed arieti di diverse fasce d’età. Circa 180 i capi in gara, a testimonianza dell’interesse per un allevamento che da secoli ha improntato di sé il territorio e le tradizioni del centro Italia, con i famosi tratturi della transumanza che – dopo essere state esclusivamente strade di lavoro -oggi sono diventati anche attrazione turistica.
Numerosi convegni hanno affiancato le esposizioni; focus sulla zootecnia di precisione (robotica, sensori avanzati, gestione sostenibile delle stalle e benessere animale) e sulla promozione di politiche che migliorano l’efficienza produttiva e riducono l’impatto ambientale. Queste tematiche sono state esaminate anche alla luce della concezione di “one health”: un’unica salute lega il benessere ambientale, quello degli animali e quello degli uomini. La definizione, già noti ai professionisti dei diversi settori coinvolti, è stata esplicitata per il grande pubblico dopo la Giornata nazionale della veterinaria, celebrata per la prima volta in Italia il 25 gennaio scorso.

Fare conoscere, con competenza e serietà professionale, le innovazioni è compito essenziale dei giornalisti specializzati in agricoltura. AgriUmbria da anni lo riconosce, assegnando regolarmente i Premi legati alla memoria di Antonio Ricci, che fu importante giornalista agricolo (tra i primi a valorizzare la specificità della categoria) e che ricostituì l’associazione dei giornalisti agricoli, dopo che scossoni sociopolitici ad essa esterni ne avevano determinato la scomparsa. Attivo per lunghi anni a Bologna (dove, allora, aveva sede anche la più importante editrice di riviste di settore, la Edagricole), Ricci si trasferì poi nelle Marche, dove impiantò un’azienda agricola, e si dedicò alla valorizzazione dell’olio d’oliva italiano di qualità. Fu anche il primo addetto stampa di Agriumbria. Alla presenza della vedova signora Sandra e del figlio Carlo, quest’anno il premio di laurea in memoria di Antonio Ricci è stato consegnato al neodottore Federico Quaglia dell’Università di Perugia, mentre il premio per la sezione giornalismo-divulgazione è andato ad Andrea Rosati, segretario generale della Federazione europea (EAAP) e di quella mondiale (WAAP) di Scienze Animali.

Tra gli appuntamenti di rilievo di AgriUmbria anche la presentazione alla stampa di EIMA, la rassegna internazionale delle macchine agricole, promossa da FederUnacoma, in programma a novembre nei padiglioni di Bologna. La presidente di FederUnacoma, Maria Teresa Maschio, e la direttrice generale Simona Rapastella hanno fornito i dati e il “sentiment” di andamento del settore, che è inevitabilmente condizionato dalla complessa situazione geopolitica che stiamo vivendo. All’incontro hanno assistito anche i vertici di ENAJ, l’associazione europea dei giornalisti agricoli, guidati dalla presidente, la francese Yanne Boloh.
Lisa Bellocchi
