19 » Editoriale

Quella Napoli che non ti aspetti, un’occasione di incontro tra cultura e gastronomia, tra mercati del pesce e negozi del centro, una rivelazione di sfogliatelle e babà, una gioia per gli occhi negli affacci sul mare e soprattutto la sua gente cordiale ed accogliente. Tutto il contrario di quello che si dice, se si dà ascolto a certi stereotipi che tutti ben conosciamo. Sei giorni dedicati a Napoli e dintorni: un’ idea maturata tra amici a tavola, attorno alla quale si discute e si prendono decisioni “serie”. Trovata un’ occasione da prendere al volo con ITALO, ci siamo trovati  in men che non si dica in Piazza Garibaldi, fuori la stazione di Napoli.

Il primo pensiero: “stasera si va da Sorbillo in via dei Tribunali a assaporare la vera pizza”. Il locale si fregia di una stella Michelin; dopo una fila di mezz’ora finalmente  si aprono  le porte del ristorante, grandi aspettative ma scarso risultato, pizza quasi immangiabile, molto meglio da “Totò e Peppino” di via Mattei a Bologna. A parte la cocente delusione della pizza , tutto il resto è perfetto:  città meravigliosa, servita da una metropolitana efficiente e pulita a costi contenuti (cosa che a Bologna ce la sognamo).

Sei giorni tra musei, cattedrali, castelli e negozi che invogliano all’acquisto, visto i prezzi: ho particolarmente apprezzato le vetrine di negozi dedicati alla moda maschile, eleganti ed a prezzi abbordabili.  Irrinunciabile anche la visita dei dintorni, con momenti dedicati a Pompei ed Ercolano, sempre meravigliose e alla reggia di Caserta, comodamente raggiungibile col treno con tre euro e cinquanta: viaggio comodissimo, la stazione si trova di fronte alla reggia. Dulcis in fundo, con una mezz’oretta di traghetto si arriva a Procida, una “chicca” tra mare e cielo, tra piccole baie e reti da pesca. Si va a mangiare “Al Postino”, piccolo ristorante sul lato opposto dell’isola, che si raggiunge  scendendo al porticciolo, con una passeggiata tra le strette viuzze,  e ci si trova di fronte ad una “marina” da mozzafiato.

Ci accomodiamo in questo ristorantino che è stato un set de “Il Postino”,  film del ‘94 diretto da Michael Radford con Philippe Noiret nel ruolo di Pablo Neruda,  Massimo Troisi nel ruolo di Mario il Postino e  Maria Grazia Cucinotta nel ruolo di Beatrice. Il ristorante è il luogo delle scene all’osteria frequentata da Mario,  che si innamora di Beatrice, la nipote del proprietario. Purtroppo Troisi  scomparve 12 ore dopo la fine delle riprese .

Ristorantino sul porticciolo e sole meraviglioso: una particolare attenzione al menu di pesce, naturalmente freschissimo, si è mangiato benissimo con un costo con cui a Bologna a malapena si paga una pizza con birra e dolcino.   

Ne valeva la pena di questo giretto a Napoli, raggiungibile con l’alta velocita   in poco più di tre ore da Bologna: si può fare davvero, anche con pochi giorni di ferie a disposizione.

           

     

 

 


AREA

Archivio »

L'ANGOLO DELLA POESIA

Archivio »

RICETTA

Archivio »

ALTRI ARTICOLI

N°19

agosto 2020

EDITORIALE

Emilio Bonavita

Quella Napoli che non ti aspetti un’occasione di incontro tra cultura e gastronomia tra mercati del pesce e negozi del centro una rivelazione di sfogliatelle e babà...  continua »

 
 
 
 
 
 
ArchivioCONSULTA TUTTO »

 

OmnisMagazine n°44
» Consulta indice