TESTO E FOTO DI

Pamela Polvani

La Conversazione di Tiziano mette in fila Milano



In una Milano sfavillante di luci e colori natalizi le festività  sono anche occasione di  fruire della meravigliosa arte italiana. 

Per il decimo anno consecutivo il Comune di Milano ha ottenuto un prestito d'arte.  

Nelle sale di Palazzo Marino è stato esposto un capolavoro di Tiziano Vecellio: la Sacra Conversazione, opera del 1520 del famoso artista cadorino, e nota anche col nome di Pala Gozzi.

Il prestito proviene dalla Pinacoteca di Ancona città nella quale la pala è stata collocata fin dalla sua realizzazione,  su commissione di Aloisio Gozzi. 

Come da manierismo pittorico il Gozzi è  rappresentato fra i soggetti insieme a San Francesco e a San Biagio. 

Il significato della composizione simboleggia l'unionec delle allora principali città dell'Adriatico: 

Ancona  di cui si riconosce la basilica dedicata a san Francesco nella quale l'opera venne originariamente collocata (fatto che ha consentito che l'opera non subisce nel tempo il deterioramento che diversamente l'ambiente Lagunare avrebbe potuto esercitare su di essa); Venezia la cui laguna fa da sfondo all'orizzonte; infine Dubrovnik città dalla quale il Gozzi era originario. In questo caso la città è simboleggiata dal suo santo patrono, San Biagio. 

Per inciso il legame tra Milano e San Biagio è forte in quanto il suo reliquiario in argento è conservato nella Sacrestia della Basilica di San Fedele che si trova proprio alle spalle di Palazzo Marino sede della mostra . Vale la pena ricordare che la tradizione vuole che l'ultima fetta del panettone natalizio vada conservata e consumata il 3 febbraio, giorno in cui si celebra San Biagio e che cade esattamente a 40 giorni dal Natale. 

Tornando all'opera, su tutto domina il trionfo della Madonna con il bambino, in una delle prime ambientazioni naturalistiche fatte dello splendore della luce nel cielo e dalla prospettiva dell'azzurro del mare. 

 

Un'opera complessa e corale dove aspetti politici e religiosi,  misticismo e laicità si uniscono e vengono magistralmente rappresentati da Tiziano, all'epoca pittore ufficiale della Repubblica di Venezia. 

 

La particolarità dell'allestimento è stato il consentire di vedere sia il recto che il verso della pala. 

Dal verso si riconosce la struttura lignea composta da 9 pannelli congiunti e nel quale si rilevano alcune piccole tracce di restauro conservativo. Ciò che caratterizza questo lato della Pala sono gli schizzi abbozzati per progettare l'opera. Colpisce immediatamente lo schizzo della testa del bambino, uscita senza dubbio dalle mani del maestro. 

 

L'esposizione annuale di un capolavoro d'arte preso in prestito dalle grandi pinacoteche italiane è un dono che la città di Milano fa ai cittadini e ai suoi  turisti. 

Non è quindi un sacrificio attendere il proprio turno  di ingresso, nonostante la giusta rigidità del clima, prima di poter essere introdotti all'interno del palazzo da una guida che conduce alla scoperta di questo capolavoro. 

L'appuntamento è al prossimo Natale con un altro capolavoro.

 

 


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