TESTO DI

Emilio Bonavita

Editoriale



“Antò, fa caldo!!” ripeteva un tormentone pubblicitario di alcuni anni fa. 

Il tormentone è finito; il caldo è ritornato in questa estate dei record, molti dei quali preoccupanti: ad esempio, la scarsità delle piogge ed il razionamento dell’acqua a Roma. 

Per ovviare a tanta calura, apriamo il numero di luglio di Omnis Magazine parlando proprio di gelato: un alimento che affonda le sue radici nella cultura araba del “sherbet” e che, nelle attuali infinite declinazioni di gusto costituisce un’altra punta avanzata del made in Italy di qualità. Lo racconta Michela Iorio, giornalista “addetta ai lavori”. Nei secoli scorsi i gelatai di Berceto catechizzarono (dal punto di vista “gelatistico”) la Gran Bretagna. Oggi dall’Italia (e da Bologna in particolare) partono macchine e semilavorati che mantengono grande la gelateria italiana nel mondo e rendono il gelato un alimento sempre più apprezzato, anche come sostituto totale del pasto. 

Il fresco si può mantenere anche lasciando l’infuocata pianura per le vette delle Dolomiti. C’è chi lo fa senza lasciarsi sgomentare dalla fatica ed arriva al fresco passando per il sudore cadenzato dai pedali della bicicletta. Paolo Del Mela garantisce che ne vale la pena. 

Meno fatica, ma fresco assicurato, anche per chi raggiunge il nord Europa. Arrivare in treno ad Anversa, attraversando la pianura belga cantata da Jacques Brel. significa -spiega Carlo Mario Milazzo- conoscere una delle più belle stazioni ferroviarie del mondo. Lo pensano anche a Newsweek, che ha stilato una classifica mondiale dei migliori approdi ferroviari. La capitale mondiale della lavorazione dei diamanti nasconde, dietro le facciate policrome, leggende che non ti aspetti. 

Quand’è che una leggenda tramuta e diventa mito? Quando la sua diffusione si amplia e si radica fino al punto da diventare elemento costitutivo della realtà collettiva? Ci invita a questa riflessione Mirella Golinelli, accompagnando il lettore attraverso l’origine e la diffusione del mito di Fetonte, il figlio del Sole miserevolmente caduto dal cocchio del padre. La sorpresa è che la caduta avvenne tra Alfonsine e Ferrara. La Golinelli spiega perché. 

Intanto il caldo impazza e i meteorologi battezzano “Caronte” l’area di alta pressione che ci cuoce. “Caron demonio con occhi di bragia”. Un mito anche lui, raccolto e rilanciato da Dante. E noi sudiamo. 

 

 


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NĀ°11

dicembre 2019

EDITORIALE

Emilio Bonavita

“Antò fa caldo!!” ripeteva un tormentone pubblicitario di alcuni anni fa.  Il tormentone è finito; il caldo è ritornato in questa estate dei record molti dei quali preoccupanti:...  continua »

 
 
 
 
 
 
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